Il Film Il Compleanno è stato presentato alla 66 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, dovè stato accolto con starordinario successo da pubblico e critica.
"Filiberti, talento del cinema off, fa un film imbevuto di umori viscontiani... il super melò promette molto in un'atmosfera barocca... con un cast magico… ottimo Gassman ma la scoperta è Massimo Poggio"
(Maurizio Porro, CORRIERE DELLA SERA, 16 settembre 2009)
"Un melodramma raffinato e a tinte forti... affidato ad un cast di efficacissimi attori"
(Gloria Satta, IL MESSAGGERO, 26 agosto 2009)
"Una standing ovation di sette minuti ha accompagnato la proiezione de Il Compleanno....applausi più che meritati per un film italiano ambizioso che non ha paura di abbandonare le strade minimaliste del nostro cinema per abbracciare la tradizione del mèlo da Sirk a Visconti fino ad Ozon".
(Giovanni Spagnoletti, CLOSE-UP.IT, 9 settembre 2009)
"Filiberti conosce molto bene Visconti. E si vede … La maestria di Filiberti nel giocare con queste suggestioni non la si coglie, comunque, solo nella precisione certosina con cui si muove questa messe di riferimenti colti, quanto, piuttosto, nell’abilità con cui essi vengono aggiornati alla sensibilità moderna senza mai perdere quello rigore rappresentativo che pure era caro a Visconti… Come "Gruppo di Famiglia in un Interno" … anche il Compleanno costituisce un’accorata riflessione sul senso del nuovo che irrompe forzosamente nel chiuso di una coscienza… Il film ci racconta tra le righe un Italia sempre più ossessionata da modelli culturali retrivi e da un radicale abbandono della cultura e dello studio in favore di un mondo di più facili guadagni. Un mondo berlusconiano dove la famiglia sempre più si sgretola lasciando intravedere, oltre il sesso,un disperante vuoto di valori."
(Giovanni Spagnoletti, CLOSE-UP.IT , 7 settembre 2009)
"Tutto in questo film ha un valore e un peso...è un racconto epifanico che risveglia tutti i sensi attraverso l'immagine, i colori e le luci (vista), attraverso le musiche (udito), lasciando l'amaro in bocca (gusto) e invadendo l'atmosfera di odore di salsedine (olfatto) che risalta l'attenzione per il corpo che la macchina da presa sembra voler sfiorare (tatto)"
(Tania Sollazzo, MOVIESUSHI .IT, 7 settembre 2009)
"Filiberti è finalmente l'esempio di un regista italiano che non ha paura di niente... il suo film riesce a buttarti addosso tutto il suo piacere, il suo erotismo, e il suo dolore incarnato... con momenti di grande cinema. Il Compleanno segna un ulteriore e deciso passo in avanti rispetto alla promettente opera prima, materializzando un mondo interiore che esce fuori con un impeto incontrollabile"
(Simone Emiliani, SENTIERI SELVAGGI, 8 settembre 2009)
"L'opera seconda di Filiberti è un film di indubbia forza ed efficacia che ricorda le più cupe opere di Woody Allen come Interiors"
(CINEMAITALIANO.INFO, Giovanni Galletta, 3 settembre 2009)
"Nulla sarà come prima per i protagonisti del film come anche per gli spettatori".
(DAZEBAO.ORG, Davide Muscillo, 3 settembre 2009)
"Il Compleanno, un titolo destinato a lasciare il segno"
IL MESSAGERO, Marco Müller, 26 settembre 2009)
"Il Compleanno di Marco Filiberti, una delle opere più belle presenti alla Mostra di Venezia"
(FILM TV, Massimo Giraldi , settembre 2009)
"Non c’è nessun dubbio sulla drammaticità di questo film …Luci che si stemperano e accendono il focus con intensità crescente, suggerendo aperture e trame tra tutti i personaggi … Un bel film con tutte le parti al proprio posto di un regista giovane e colto, un film per tutti"
(GOTHIC NETWORK, Livia Bidoli, 20 settembre 2009)
Massimo Poggio diventa man mano il protagonista dimostrando una bravura sorprendente... Filiberti sa muovere con padronanza la macchina da presa e sa creare le giuste atmosfere di tensione fra i personaggi"
(RADIOCINEMA, Alessandro Aniballi, 15 settembre 2009)
"Compleanno da applausi: ottima accoglienza per il melo’ di Filiberti: "vivere di passione unico modo di afferrare la vita"… Ottima la prova recitativa di Massimo Poggio."
(CINEMATOGRAFO.IT, Giuseppe Zaccaria, 9 settembre 2009)
"Al di là del buon cast.. . è la fotografia fortemente contrasta di Roberta Allegrini a rappresentare uno dei lati più interessanti dell’operazione… mentre Filiberti … sfoggia una regia decisamente apprezzabile
(FILMUP, Francesco Lomuscio, 9 settembre 2009)
"La passione crescente giunge come in un melodramma moderno alla sua conclusione elegantissima ed efficace lasciando nello spettatore un senso di commozione profonda....una pellicola di una profondità tale come in Italia non si vedevano da molti anni, quasi un dramma di Anton Cechov per
come tutti i protagonisti sono descritti e definiti."
(AGI Agenzia giornalistica italiana, 28 agosto 2009)
"l’analisi specificatamente estetica del film IL COMPLEANNO si schiude su un manufatto di prestigiosa e preziosa fattura. Filiberti si muove sulle note del wagneriano Tristano e Isotta, sfiora la Recherche di Marcel Proust, si ferma con suadente palpito sul mistero della coppia, per slittare infine, con grazia merlettata, sulla "Allegrezza cosmica" della sensualità. L’assunto tematico si staglia, con la perfezione di un mosaico, quando dalla "geografia ideale" si passa ai meandri imperscrutabili dell’animo umano... Gli attori secondano con esatta scansione timbrica le attese del regista"
(Gregorio Napoli, Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, 22 ottobre 2009)
Steve Della Casa, sull’opera seconda di Marco Filiberti, Il Compleanno:
"E’ molto curiosa e variegata la carriera artistica di Marco Filiberti. Ha frequentato teatro, cinema e sale di registrazione. Ha unito Brecht e Ariosto. Ha proposto se stesso come tratto forte di un film che ha suscitato scalpore e scandalo. Adesso si è cimentato in un’importante produzione internazionale. Ha forse una specifica identificazione che unisce tutte questi trascorsi così eccentrici: la passione per il melodramma. Il suo nuovo film è una ronda amorosa, un turbine emotivo che si scatena in un contesto mediterraneo. Queste passioni hanno una dimensione carnale … Qui le reminiscenze classiche – Ulisse, la maga Circe, il contrasto dell’uomo con la forza prorompente della natura – hanno conseguenze che modificheranno definitivamente la vita dei protagonisti. Nulla sarà mai più come prima, ogni personaggio dovrà fare i conti con un passato che non c’è più. Sono le leggi del melodramma che richiedono sentimenti forti, passioni travolgenti, modifiche che invadono i personaggi, comportando vere e proprie mutazioni genetiche.... La grande forza di Marco Filiberti consiste nel portare all’estremo tutto questo, nell’osare, nel mettersi in gioco. Il cinema contemporaneo ha bisogno di melodramma. Ha bisogno di emozioni forti, di momenti di suggestione che superino la contemporaneità. In questo, Filiberti ha fatto tesoro della propria carriera. Non si può restare indifferenti di fronte a un lavoro che non ha nulla di sommesso, di pacato, di mediato. Come la vita, come l’amore."
Tratto dal libro Il Mélo Ritrovato – Il Compleanno di Marco Filiberti (ed. De Luca Editori d’Arte)
"Marco Filiberti non è un regista come gli altri... è un intellettuale di una finezza che raramente si può incontrare in chi fa il "cinematografaro" di mestiere. La prima cosa che sorprende di IL COMPLEANNO è come il regista riesca a "tenere" tutte le suggestioni che intende inserire nella drammaturgia in una struttura narrativa semplice e lineare.La verità è che IL COMPLEANNO è innanzitutto un formidabile update dei codici del melodramma viscontiano...il regista è davvero un' ipotesi di "Visconti del Terzo Millennio", ma che possiede al tempo stesso una vitalità e una capacità di essere sempre "dentro" le cose che racconta. IL COMPLEANNO rischia di essere equivocato proprio perchè "troppo colto" e intelligente, e soprattutto molto poco italiano nella definizione di caratteri e situazioni. Ma dietro lo strato di motivi culturali, soggiace un' anima, e soprattutto carne viva: anche queste sono rarità per il cinema italiano".
(Sergio Di Lino, Cinema Avvenire, 15 dicembre 2009)
"Passion and obsession collide in IL COMPLEANNO. Il Compleanno poses such profound questions even as it moves and involves us in the lives (and fates) of its quartet of flawed, and therefore readily recognizable, men and women. Filiberti has a number of adept directorial and visual touches: following Francesca's emotional turmoil over the accidental drowing of a young swimmer, we get a succession of brief scenes without dialogue, narrated by the gentle strains of a violin...Finally, a climatic moment near the end of the film makes a perfect, operatic bookend for the opening scene of the film at the opera.
(John Arkelian, Artsforum Magazine Canada, Ottobre 2009)